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Capitolo 2: Il Mare come Maestro


26 January 2026

Gli anni scorrevano veloci, e con loro cresceva la mia sete di blu. Ai litorali italiani si aggiungevano, una dopo l’altra, le isole più o meno grandi della nostra penisola, tutte rigorosamente esplorate in barca. Le Sette Sorelle toscane, le Pontine, le Eolie, le Egadi, le Tremiti: un mosaico di terre sospese tra mito e mare, ognuna con il suo carattere, il suo respiro, la sua luce.

Ogni estate era un pellegrinaggio marino: quaranta, cinquanta giorni di navigazione, di scoperte, di immersioni. Ricordo ancora l’emozione della prima balena avvistata a Fiumefreddo, in Sicilia: un gigante silenzioso che mi fece sentire minuscolo e privilegiato, spettatore di un teatro naturale senza eguali. Poi le immersioni alla Secca del Toro alle Egadi, o alla Secca del Papa in Sardegna, dove il mare si faceva più profondo e misterioso, e le grotte del nord della Sardegna o delle isole Campane, veri scrigni di ombre e riflessi.

Il mare non era più soltanto un luogo di gioco o di avventura: stava diventando un maestro di vita. Mi insegnava la pazienza, la capacità di osservare, il rispetto per ciò che non si può dominare. Ogni immersione era una lezione di umiltà e meraviglia.

Fu in quegli anni che nacquero i primi desideri di fotografia subacquea. Volevo catturare ciò che vedevo, fermare in un’immagine la magia di un incontro.

Il blu era diventato il mio libro aperto, e ogni pagina era scritta con bolle, silenzi e bagliori di luce filtrata. Il mare mi stava educando, e io, allievo entusiasta, non smettevo di imparare-

Capitolo 3: In giro per le Egadi